I Sardi del Neolitico seppellivano i loro morti in tombe scavate nella roccia. Sono formate da tante camere comunicanti, dove a volte, si trovano scolpiti i simboli delle Divinitą: la Dea Madre e il Dio Toro. Alcune all'interno imitano le abitazioni dei vivi, infatti sono scolpite come delle capanne.
Gli antichi sardi credevano nell'aldilą e le Domus erano "la casa dei morti", per cui mettevano insieme ai defunti, oggetti di uso quotidiano e religioso.
I pastori che anticamente le hanno ritrovate e non sapevano cosa fossero, le hanno chiamate in lingua sarda Domus de Ianas, che significa "casa delle fate o streghe".