DISCUSSIONE TRA L'AUTRICE E I BAMBINI

B.: Perché una storia così triste ? Avrei preferito che la storia fosse stata più allegra.

A.: La storia non aveva lo scopo di rattristare il lettore, il periodo in cui le vicende sono ambientate è triste, poiché ogni qualvolta si parla di guerra, inevitabilmente si cade nella tristezza perché la guerra non è mai una cosa bella; inoltre la vita di allora non era tanto felice come questa di oggi: il cibo scarseggiava, la povertà era molto diffusa, le medicine non erano queste di oggi. Insomma il contesto in sé non era tanto felice; tuttavia vi è la gioia dei bambini che con poco e con la loro libera fantasia erano in grado di costruire la propria felicità, a dispetto dell'avidità del cappellaio.
Fino a quando,però, Mastro Forma trova un mezzo moderno per appropriarsi anche delle loro teste, la televisione, che cattura l'attenzione di tutti, grandi e piccini, appiattendoli in una triste monotonia. Ma all'improvviso i bambini prendono coscienza della situazione e, "uscendo dalla televisione", vincono Padron Conformatore con tutti i suoi denari e le sue false illusioni, si riappropriano della loro testa e della loro realtà ritrovando la vera felicità e la loro gioia di vivere.


B.: Perché lo ha ambientato tra le due guerre ?

A.: Perché ho voluto descrivere le abitudini di vita di quel periodo, per poterle confrontare con le nostre di oggi. Il libro è un racconto, non un libro di storia. Ci sono dei riferimenti storici per dare uno sfondo temporale alle vicende narrate.


B.: Quando lei era piccola esisteva il televisore ?

A.: Ai miei tempi il televisore non esisteva, c'era la radio che aveva una  forma molto buffa, poi esisteva il grammofono che era un giradischi con una grande tromba per altoparlante.


B.: Quando ha scritto questo libro e quanto tempo ha impiegato ?


A.: Quando scrivo lo faccio in poco tempo, per esempio in una sera, dalle 20 a mezzanotte.