L'ultima parte del percorso espositivo dell'Acquario  è concentrato sulla salvaguardia degli ecosistemi marini, sulle devastazioni provocate dall'inquinamento, dalla pesca indiscriminata e dalla colonizzazione delle coste.
Grande spazio è dedicato al Madagascar che, isolato dal continente africano e favorito dalle condizioni climatiche,  ha dato origine ad una varietà di specie, la maggior parte delle quali non si trova  in nessun'altra parte della Terra. In Madagascar, come in moltissimi altri paesi del mondo, l'uomo brucia le foreste per  ricavare spazi coltivabili.  Le terre sono rese improduttive dalle piogge devastanti ed  il fango,  derivato dalla deforestazione e  trasportato dai fiumi fino al mare, soffoca i coralli minacciando la sopravvivenza della barriera corallina.

La Foresta Bruciata
In pochi decenni il 70% della foresta malgascia è andata in fumo provocando la scomparsa di specie ancora sconosciute.

La Foresta Umida

Le  foreste umide del Madagascar riprodotte nell'Acquario con piante vive ospitano un  gran numero di  endemismi, ossia di specie animali e vegetali che non si trovano in nessun altra parte della Terra.
Tra questi endemismi sono importanti le
rane dalle forme e i colori più vari. Le colorazioni vivacissime  di alcuni di questi anfibi, apparentemente inoffensivi,  sono dovute a  sostanze chimiche velenose.

La Foresta dei Tsingy


Rocce coralline antichissime,  erose dagli  agenti atmosferici, danno origine a particolarissime formazioni dette Tsingy che s'innalzano tra la fitta vegetazione; in questa foresta  vivono indisturbati  i camaleonti.

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